Stazione meteorologica,  Siena,          255 m s. l. m., 11°,18',08''longitudine est, 43°,17',2" latitudine nord 

 IGROMETRO
 

Igrometria significa misura dell'umidità dell'aria.

A causa della continua evaporazione delle acque, che ricoprono per oltre due terzi la superficie della terra, e delle conseguenti precipitazioni, il contenuto in vapore d'acqua di un dato volume d'aria varia da luogo a luogo e, per un dato luogo, varia di tempo in tempo.

La misura dello stato igrometrico dell'aria prima, di vari gas e vapori in numerose industrie poi, è un problema che interessa gli studiosi da circa quattro secoli; e gli apparecchi che allo scopo sono stati studiati sono ormai alcuna centinaia. I principi ai quali gli apparecchi furono ispirati sono a loro volta qualche decina ( Walpert nel 1899 ne elenca già 21 ), ma nella pratica soltanto un limitato numero ne è utilizzato.

Gli apparecchi teoricamente più rigorosi sono basati sono basati sulla misura diretta del vapore acqueo contenuto in un determinato volume d'aria: essi sono chiamati igrometri chimici o a volume. Tali apparecchi consistono in una serie di recipienti intercomunicanti, in genere tubi a U, riempiti di sostanze igroscopiche. A mezzo di un aspiratore si fa passare una corrente del gas o vapore che si vuole esaminare, in generale aria, attraverso la serie di tubi; un contatore misura l'aria passata. La differenza di peso dei tubi contenenti le sostanze essiccanti, prima e dopo il passaggio della corrente, è data dal vapore acqueo che essa conteneva.

 Gli igrometri di questo tipo hanno il solo inconveniente di richiedere manipolazioni lunghe e delicate, e pertanto sono quasi esclusivamente usati per campionare altri tipi d'igrometri di cui non si conosce la teoria rigorosa.

Una serie numerosa di apparecchi è basata sulla determinazione della temperatura alla quale il gas in esame diviene saturo: essi sono gli igrometri a condensazione o ad appannamento. Il principio viene realizzato osservando l'appannarsi, per il deposito di minime goccioline d'acqua, di una superficie metallica lucente. In generale la superficie che si osserva è costituita dalla parete di una scatola metallica nella quale è contenuto dell'etere in cui si fa gorgogliare dell'aria: l'evaporazione del liquido produce il raffreddamento della parete speculare, la cui temperatura è determinata da un termometro il cui bulbo è contenuto nella scatola. Conoscendo la temperatura della parete, le tabelle di Regnault ci indicano la quantità di vapore acqueo contenuta nell'aria, o in qualunque altro gas, a quella temperatura.

Gli igrometri più diffusi, specialmente in meteorologia, sono quelli cosiddetti ad assorbimento, basati sulla proprietà che hanno molte sostanze organiche di variare di dimensione in funzione dell'umidità relativa. 

Le sostanze ormai quasi esclusivamente usate sono i capelli: preferibilmente quelli biondi femminili; la variazione di dimensione che si utilizza è quella di lunghezza. Questi igrometri, detti appunto a capello, sono costituiti da un telaio metallico sul quale il capello o il fascietto di capelli sono tesi da un piccolo peso  o da una molla: le variazioni di lunghezza sono trasmesse in varia maniera a un indice mobile su una scala graduata. Nel tipo di De Saussure, che è stato il primo del genere, il capello si avvolge sulla gola di una carrucola solidale con l'indice.

 Molto diffuso, anche nelle abitazioni, è l'igrometro  Mounier nel quale il capello è tenuto in tensione da una molla, anziché da un peso, ed è disposto per poterne utilizzare una notevole lunghezza: il secondo indice che si vede sul quadrante è spostabile a mano per rilevare le variazioni d'umidità che si verificano in dati intervalli di tempo.

 

 


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