Stazione meteorologica,  Siena,          255 m s. l. m., 11°,18',08''longitudine est, 43°,17',2" latitudine nord 

                             BAROMETRO

  

Apparecchio che serve a misurare la pressione atmosferica.  

Evangelista  Torricelli ebbe, per la prima volta, l'intuizione nitida dell'esistenza della pressione atmosferica. Poiché l'aria pesa, pensò, essa dovrà gravare sopra la terra e sopra i corpi terrestri, ma il suo peso complessivo non sarà infinito. Quando si solleva il pistone di una pompa, la pressione dell'aria spinge in alto l'acqua, ma quando l'altezza del liquido sia tale  da equilibrare con il suo peso la pressione dell'aria, esso non potrà più seguire il pistone nella sua salita e lascerà il vuoto sopra di sé.

Lo scienziato faentino intuì pure la variabilità della pressione atmosferica, come risulta da un passo di una lettera da lui diretta al Ricci nel 1644. In essa, parlando della sua esperienza, dice che egli l'aveva "immaginata non per fare semplicemente il vuoto, ma per avere un istromento che potesse indicare i cambiamenti dell'aria, talvolta più pesante e più spessa, talaltra più leggera e più sottile".

La famosa esperienza non fu eseguita per la prima volta da lui, ma dal Viviani, al quale egli aveva comunicate le sue idee. Codesto fatto però nulla toglie al merito altissimo dello scienziato faentino, che fu veramente lo scopritore della pressione atmosferica e che insegnò il modo di misurarla e di studiarne le variazioni mediante il barometro, la cui origine coincide con quella dell'esperienza torricelliana.

Questa può essere ripetuta nel modo seguente. Preso un tubo di vetro lungo circa 1 metro e chiuso ad una estremità, lo si riempie completamente di mercurio, quindi lo si rovescia tenendo chiusa con un dito l'estremità aperta e si immerge quest'ultima nel mercurio contenuto in una vaschetta. Levato il dito, si vedrà il mercurio scendere alquanto, e, dopo alcune oscillazioni, fermarsi ad una altezza che è variabile da luogo a luogo e da giorno a giorno e che, se l'esperienza è eseguita con tempo calmo al livello del mare, si scosta di poco dal suo valore medio di 760 mm. contati a partire dal livello del mercurio nella vaschetta.

La spiegazione del fenomeno è semplice: l'insieme del tubo e della vaschetta si può paragonare ad un sistema di vasi comunicanti nei quali un liquido omogeneo presenta livelli differenti; in tali condizioni l'equilibrio non è possibile se non quando sulla superficie libera del liquido rispettivamente nell'uno e nell'altro vaso agiscono pressioni differenti. Ora, mentre la superficie del mercurio nella vaschetta è sottoposta alla pressione atmosferica, sopra la superficie del mercurio nel tubo vi è il vuoto e perciò non vi è pressione; la differenza delle pressioni è rappresentata perciò dall'intera pressione atmosferica che è equilibrata da quella della colonna di mercurio di altezza uguale al dislivello.

Quando accanto al tubo torricelliano si applichi un regolo verticale opportunamente graduato, si ottiene un primo tipo di barometro, detto a vaschetta oppure a pozzetto, nella quale la misura della pressione atmosferica, espressa mediante l'altezza della colonna di mercurio che le fa equilibrio, si ottiene facendo la differenza fra le altezze segnate dalla scala rispettivamente in corrispondenza del livello liquido nel tubo e nella vaschetta (Enc. Treccani, voce Barometro, p. 219 ss.).

 

 


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