Stazione meteorologica,  Siena,          255 m s. l. m., 11°,18',08''longitudine est, 43°,17',2" latitudine nord 

PLUVIOMETRO
 

 

Gli strumenti adoperati per la misura della pioggia si chiamano pluviometri. 

Il pluviometro più semplice, consta di un vaso cilindrico B, chiamato raccoglitore, della capacità di un certo numero di litri. Nella parte superiore termina con un imbuto A, chiamato collettore o ricevitore e sul fondo del raccoglitore un apposito rubinetto C permette di raccogliere l'acqua caduta per essere misurata. Il diametro della bocca del collettore è generalmente di cm 37,5 per cui la sua superficie S = 10 dm2. Se indichiamo con h, l'altezza dell'acqua raccolta dal pluviometro, essendo il suo volume:

V = S x h            [1]

risulterà:

h = V/S               [2]

Siccome per ogni litro d'acqua raccolta corrisponde un decimetro cubo, l'altezza h corrispondente sarà 10 mm.

Per la misura della quantità di pioggia si adoperano tre recipienti aventi rispettivamente le capacità di 1 litro, di 1/2 litro e di un decilitro, corrispondenti alle altezze rispettive di mm 10,5 e 1. Le frazioni di millimetri di pioggia si apprezzano con l'immergere nel decilitro un regolo diviso in dieci parti uguali. Negli osservatori sono in uso anche strumenti registratori, detti pluviografi che registrano l'intensità, la durata e l'altezza della precipitazione.

I pluviografi usati sono di due tipi: pluviografi a galleggiante e pluviografi a bilancia.

Nel tipo di pluviografo a galleggiante l'acqua fa sollevare un galleggiante solidale con una punta scrivente, la quale, spostandosi verticalmente, registra su di un tamburo registratore la quantità di pioggia caduta nel tempo.

Nel tipo di pluviografo a bilancia, la pioggia raccolta dall'imbuto passa, attraverso un tubo che è applicato al rubinetto del pluviometro, ad una vaschetta sopra una bilancia. Le indicazioni della bilancia sono registrate da una punta scrivente sul tamburo registratore.

 

 


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