Gli strumenti adoperati per la misura della pioggia si chiamano
pluviometri.
Il pluviometro più semplice, consta di un vaso cilindrico B, chiamato raccoglitore,
della capacità di un certo numero di litri. Nella parte superiore termina con
un imbuto A, chiamato collettore o ricevitore e sul fondo del
raccoglitore un apposito rubinetto C permette di raccogliere l'acqua caduta per
essere misurata. Il diametro della bocca del collettore è generalmente di cm
37,5 per cui la sua superficie S = 10 dm2. Se indichiamo
con h, l'altezza dell'acqua raccolta dal pluviometro, essendo il suo volume:
V = S x h
[1]
risulterà:
h =
V/S
[2]
Siccome per ogni litro d'acqua raccolta corrisponde un decimetro cubo,
l'altezza h corrispondente sarà 10 mm.
Per la misura della quantità di pioggia si adoperano tre recipienti aventi
rispettivamente le capacità di 1 litro, di 1/2 litro e di un decilitro,
corrispondenti alle altezze rispettive di mm 10,5 e 1. Le frazioni di millimetri
di pioggia si apprezzano con l'immergere nel decilitro un regolo diviso in dieci
parti uguali. Negli osservatori sono in uso anche strumenti registratori, detti pluviografi
che registrano l'intensità, la durata e l'altezza della precipitazione.
I pluviografi usati sono di due tipi:
pluviografi a galleggiante e pluviografi
a bilancia.
Nel tipo di pluviografo a galleggiante l'acqua fa sollevare un
galleggiante solidale con una punta scrivente, la quale, spostandosi
verticalmente, registra su di un tamburo registratore la quantità di pioggia
caduta nel tempo.
Nel tipo di pluviografo a bilancia, la pioggia raccolta dall'imbuto
passa, attraverso un tubo che è applicato al rubinetto del pluviometro, ad una
vaschetta sopra una bilancia. Le indicazioni della bilancia sono registrate da
una punta scrivente sul tamburo registratore.